Per
introdurre il tema delle antenne di microfoni, iniziamo dal caso più semplice: un dipolo.
Immaginiamo due microfoni perfettamente omnidirezionali (e dalle caratteristiche in
ampiezza e frequenza perfettamente piatta) situati in due punti distinti dello spazio.
Immaginiamo
ora una sorgente puntiforme (e perfettamente sferica) s situata in un
punto qualunque dello spazio.

Il
segnale proveniente da s arriverà con un ritardo differente sui due
microfoni. La differenza di ritardo (l'unica misurabile dal punto di vista del dipolo)
sarà data dalla differenza di cammino r e dalla velocità del suono.
Supponiamo
ora di ritardare il segnale proveniente da m1 esattamente della
differenza di ritardo, e di sommarlo a quello proveniente da m2.
Otterremo semplicemente la somma del segnale proveniente da s: le due
componenti (in m1 e m2) sono state infatti rimesse in
fase. Non così succederebbe per il segnale proveniente da s', le cui
componenti in m1 e m2 hanno un differente ritardo
relativo. Di esso, facendo la somma, eseguiremmo:
segnale(t)
= fs'(t)+fs'(t+t')
Naturalmente s non è l'unico punto dello spazio ad avere quella specifica relazione
di ritardo tra le due componenti: tutti i punti che giacciono su un iperboloide di
rotazione avente come asse di simmetria la congiungente i due microfoni e fuoco nel punto
medio tra questi, avrebbero la stessa differenza di cammino.
Dunque,
un dipolo è in grado, applicando tra i due segnali un opportuno ritardo e sommando, di
lasciare intatto il segnale giacente sul corrispondente iperboloide, e di filtrare tutti
gli altri secondo un filtro comb.
Il
filtro comb naturalmente attenua l'energia del segnale, ma nei picchi l'energia è
esattamente quella del segnale desiderato. Inoltre, non individua un punto, ma una
superficie (iperboloide). Quindi, un dipolo ha sì una capacità selettiva spaziale, ma
limitata.
Se
si combinano più dipoli, com'è facile intuire, le cose migliorano notevolmente. Con tre
dipoli orientati ortogonalmente (il che significa quattro microfoni, non
sei, dato che uno può essere comune), il luogo dei punti con la corretta combinazione di
differenze di cammino diventa l'intersezione dei tre iperboloidi,e quindi è un punto (o
non esiste). Inoltre, i comb applicati agli altri punti sono, in generale, differenti
(come spaziatura in frequenza), e quindi interferiscono distruttivamente.

Come
il lettore avrà compreso, tutto ciò è controllato dai ritardi applicati ai segnali dei
vari microfoni. Con tecniche DSP è relativamente semplice governare e variare questi
ritardi. Il punto di presa, quindi, può essere pilotato elettronicamente.
Conclusa
questa breve esposizione, la seguente pagina
di link può essere utile a chi voglia approfondire il tema. La pagina è in inglese,
perché i siti citati sono tutti in lingua inglese.